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Confedilizia, più che una percentuale sul Superbonus conta la cessione. Per i crediti incagliati coinvolgere le aziende statali 

È necessario procedere ad un riordino degli incentivi per gli interventi sugli immobili ed a una loro impostazione su base pluriennale. Solo così si potrà permettere ai cittadini, alle imprese e ai professionisti di programmare efficacemente i lavori. II problema, però, non è quello delle percentuali: anche se venisse ripristinato il 110 per cento non vi sarebbero grandi numeri senza un contestuale meccanismo che produca - per tutti, senza distinzioni all’interno dei condominii - i medesimi effetti della cessione del credito d’imposta e dello sconto in fattura. Lo afferma il presidente della Confedilizia di Belluno e vice nazionale, Michele Vigne intervenendo nel dibattito sul Superbonus.
"Quanto ai cosiddetti crediti incagliati, da tempo pensiamo che l’unico modo per risolvere il problema sia - in via eccezionale, vista l'eccezionalità (e gravità) della situazione il coinvolgimento diretto di aziende statali nel farsi carico degli stessi”, aggiunge.


In merito all’utilizzo del PNRR (piano nazionale di ripresa e resilienza) Confedilizia sostiene che servono incentivi per rendere le case green e ricorda l’impegno del governo.

Quindi contrastare l’approvazione definitiva della direttiva europea sugli edifici green, e varare un piano decennale di incentivi fiscali che consentano di fare gli interventi di efficientamento e non lasciarli sulla carta: queste sono state le richieste presentate durante la cabina di regia sul Pnrr da parte di Confedilizia. Confedilizia ha "messo l'attenzione in particolare sulla parte dell'efficientamento energetico degli edifici, - ricorda il presidente della Confedilizia Bellunese e vice nazionale Michele Vigne - perché si lega alla parte inclusa nel Pnrr. Da un Iato c'è la necessità di contrastare l’approvazione definitiva di quella proposta di direttiva che obbligherebbe a fare molti interventi sugli immobili, e al riguardo abbiamo chiesto un piano decennale di incentivi fiscali che consentano di fare gli interventi e non di lasciarli così sulla carta", prosegue Vigne. II Governo ha risposto che sul piano degli obblighi di efficientamento energetico "continua a insistere anche perché si è impegnato in Parlamento a scongiurare l'approvazione di quella direttiva. Ma sta cercando anche quello che il ministro Fitto ha chiamato un punto di caduta, cioè in caso negativo, e quindi approvazione definitiva, forti risorse a sostegno di questi interventi", aggiungendo poi "Sul piano degli incentivi, come previsto anche dal ministero dell'Ambiente, c'è l’impegno a varare, spero già dalla legge di bilancio, una programmazione pluriennale di incentivi fiscali".